LIBERTÀ E LAICITÀ

Libertà e laicità sono le parole d’ordine per una società più aperta e attenta ai diritti civili e in particolare quelli della comunità LGBT+. In particolare Padova Pride 2018 sostiene il diritto all’aborto, la necessità che lo Stato dia accesso formalmente alla fecondazione assistita e alla gestazione per altri e che legiferi a favore delle famiglie omogenitoriali. Maggiore supporto deve essere offerto alla comunità transgender nel processo di transizione, e maggiori risorse devono essere spese nella lotta all’omofobia e alla transfobia. Si ritiene inoltre che lo Stato debba completare il percorso che ha portato all’approvazione delle unioni civili, con la promulgazione del matrimonio egualitario. Padova Pride 2018 si pone infine a sostegno di una più fine e complessiva regolamentazione del fine vita e della prostituzione, affinché i diritti civili e umani valgano sempre di più delle credenze individuali.

  • Libertà e laicità come valori della società;
  • Diritto all’aborto;
  • Regolamentazione di fecondazione assistita e gestazione per altri;
  • Legiferazione su omogenitorialità e co-parenting;
  • Supporto al processo di transizione;
  • Promulgazione del matrimonio egualitario;
  • Lotta all’omofobia legislativa;
  • Regolamentazione sul fine vita;
  • Regolamentazione della prostituzione;
  • Alternative alla religione cattolica nel percorso scolastico pubblico.

 

LIBERTÁ E LAICITÁ COME VALORI DELLA SOCIETÁ

Nel 2018 l’omosessualità è considerata un reato in 72 paesi al mondo, in 8 dei quali viene punita con la morte.

Questa premessa da sola basterebbe per giustificare l’impegno profuso dai Pride di tutto il mondo per mettere sotto i riflettori tutta la strada che c’è ancora da fare nella tutela delle persone che si riconoscono come parte della comunità LGBT+, e nel riconoscimento e ampliamento dei loro diritti.

Alla base di questo impegno è la fondamentale credenza che ogni individuo sia nato libero e che debba essergli data la possibilità di affermare la propria personalità. Il compito dello Stato è quello di accompagnare ogni individuo in questo percorso senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali.

Alla luce di questo, libertà del singolo e laicità dello Stato sono due fondamentali pilastri del manifesto politico di Padova Pride 2018 e si riflettono in una serie di importanti richieste con l’obiettivo di rendere l’Italia un Paese davvero democratico, egualitario e progressista.

 

DIRITTO ALL’ABORTO

Le circostanze che spingono una donna a ricorrere all’interruzione volontaria di gravidanza sono spesso dolorose. Quando, in piena coscienza e consapevolezza, questa arriva alla decisione di abortire ha bisogno del supporto di persone competenti e affidabili del corpo medico. Deve essere loro garantita la possibilità di prendere la decisione di interrompere la gravidanza, come stabilito dalla legge 22 maggio 1978. Ed è lo Stato laico che deve farsi garante di tale diritto, assicurandosi che per ogni decisione presa in tal senso ci sia chi comprende, aiuta e garantisce il sostegno verso questa forma di libertà e autodeterminazione.

 

REGOLAMENTAZIONE DI FECONDAZIONE ASSISTITA E GESTAZIONE PER ALTRI

Un passo decisivo verso l’attuazione dei diritti dell’individuo passa attraverso l’abolizione o la modifica della legge 40/2004, promulgata tra le polemiche e aggiornata nel 2015 con una serie di piccoli miglioramenti che l’hanno resa meno obsoleta. Il progresso scientifico in Italia rimane in un binario parallelo rispetto alla società, troppe volte ostacolato nella sua piena attuazione da leggi che tutto sembrano fuorché quelle di uno Stato laico. La procreazione medicalmente assistita dovrebbe essere un diritto di ciascun individuo, anche single, e di ogni coppia, eterosessuale od omosessuale. La GPA (gestazione per altri) dovrebbe inoltre essere finalmente permessa: laddova lo Stato non garantisce un diritto come questo, infatti, si vanno a generare circostanze, come la gestazione per altri in paesi al di fuori dell’Italia, che a loro volta creano situazioni di vuoto legislativo. La legge deve restare al passo con le esigenze della società, dimostrando e applicando il principio della laicità dello Stato.

 

LEGIFERAZIONE SU OMOGENITORIALITÁ E COPARENTING

La famiglia è l’unità di misura del benessere di uno Stato, e per famiglia si intende qualsiasi formazione sociale dove si pratichi l’amore. In questo senso, uno Stato laico è uno Stato che si prenda la responsabilità di riconoscere le esigenze della società che cambia, con l’unico obiettivo di nutrire la libertà che ne è fondamento. Una famiglia omogenitoriale ha la stessa dignità di una famiglia eterogenitoriale e la ricerca scientifica ha confermato che non esistano differenze significative tra figli di genitori omosessuali e di quelli eterosessuali. Grazie alla sua natura laica lo Stato ha il potere di legiferare in tal senso e di colmare il vuoto ancora oggi esistente riguardo questo tema.

Allo stesso modo, è tempo che lo Stato laico Italiano intervenga sulla regolamentazione del co-parenting: due o più adulti che decidano di crescere insieme un figlio pur non essendo legati sentimentalmente lo fanno con l’unico obiettivo di fare il bene di quel figlio. La cogenitorialità, perciò, è soltanto un’altra delle forme di famiglia che lo Stato dovrebbe riconoscere e proteggere, dimostrando di essere davvero al servizio delle libertà dell’individuo, applicando l’iter regolativo in maniera aconfessionale e priva di pregiudizi.

 

SUPPORTO AL PROCESSO DI TRANSIZIONE

Un maggior supporto, completamente libero dai pregiudizi della moralità cattolica, dovrebbe essere assicurato a chi decide di intraprendere il percorso di transizione. Una decisione così delicata, con una portata enorme sul futuro di chi sceglie, deve essere non solo garantito, ma tutelato e supportato dagli strumenti laici di regolamentazione da parte di uno Stato che crede prima di tutto nella libertà dell’individuo.

 

PROMULGAZIONE DEL MATRIMONIO EGUALITARIO

La legge n. 71/2016 ha finalmente introdotto le Unioni Civili tra persone dello stesso sesso in Italia: un traguardo senza dubbio importante, considerato il vuoto legislativo prima vigente. Nonostante ciò, il percorso per un pieno riconoscimento dei diritti è ancora lungo e passa attraverso la promulgazione di una legge che istituisca il matrimonio egualitario. Le forze che si oppongono a tale istituzione fanno leva soprattutto su principi cattolici, che non dovrebbero avere la meglio in uno Stato laico come l’Italia. Il matrimonio egualitario in Italia metterebbe finalmente sullo stesso piano tutti i cittadini: nessun privilegio sarebbe dato alle coppie omosessuali, che semplicemente potrebbero godere appieno della propria libertà in uno Stato, va ripetuto, laico.

Un altro passo fondamentale vedrebbe la trascrizione dei matrimoni contratti all’estero: contrarre il matrimonio fuori dall’Italia è una conseguenza della mancanza della possibilità di farlo in Italia. Considerando che molti Paesi dell’Unione Europea garantiscono il matrimonio egualitario, molti concittadini italiani scelgono infatti di recarsi all’estero per vedere riconosciuto un proprio diritto: è importante che si colmi anche questo vuoto legislativo e che anche questi matrimoni vengano considerati validi.

In ultima, lo Stato italiano dovrebbe impegnarsi ad affrontare un altro tema importante nella regolamentazione dei matrimoni, ovvero quello della tutela dei matrimoni contratti dalle persone transessuali prima della rettifica anagrafica. Ad oggi, se una persona sposata prende la decisione di intraprendere il percorso di rettificazione del proprio sesso, il matrimonio precedentemente contratto viene automaticamente considerato sciolto, senza tener conto delle intenzioni della coppia. Uno Stato Laico dovrebbe garantire alla coppia la libertà di mantenere la propria unione intatta, qualora questo fosse il desiderio di entrambi i coniugi.

 

LOTTA ALL’OMOFOBIA LEGISLATIVA

La mozione 270 del 2014 approvata dal Consiglio Regionale del Veneto di fatto discrimina ogni tipo di famiglia non “fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna”. Questo tipo di discriminazione dimostra come sia fondamentale nello Stato italiano insistere sui concetti di libertà e laicità, affinché pregiudizi fondati sulla fede religiosa non vadano a ledere i diritti di qualcuno. L’abrogazione di tale mozione sarebbe un segnale importante nella direzione dell’inclusione e della lotta all’omofobia, di cui la mozione 270 del 2014 rappresenta un caso clamoroso.

Il Consiglio Regionale del Veneto applichi la mozione 4 del 2010 e si attivi nella prevenzione e la lotta ad ogni forma di discriminazione legata all’orientamento sessuale e all’identità di genere.

 

REGOLAMENTAZIONE SUL FINE VITA

Libertà dell’individuo e laicità dello Stato trovano espressione in un altro tema che riguarda tutti, come il fine vita. Un tavolo di discussione serio che lo riguardi è necessario per arrivare ad una regolamentazione: ad oggi il vuoto legislativo riguardo questo tema è imbarazzante ed è figlio di una cultura retrograda e lontana dalle esigenze della pluralità. Anche in questo caso, concedere un diritto a qualcuno non significa imporre un dovere a tutti. Chiunque non desideri ricorrere a uno strumento come il testamento biologico, non dovrà far altro che non richiederne l’utilizzo. Si tratta di argomenti delicati, ma la laicità dello Stato dovrebbe consentire una regolamentazione che non limiti la libertà di nessuno.

 

REGOLAMENTAZIONE DELLA PROSTITUZIONE

L’omertà in fatto di prostituzione è un danno alla società e al futuro: uno Stato che si dichiari laico dovrebbe intervenire affinché questa venga regolamentata.

É arrivato il tempo di aprire un tavolo di discussione serio a questo proposito, con l’obiettivo di togliere dalla strada, dallo sfruttamento e dalla vergogna i/le migliaia di ragazz* che oggi si trovano costrett* a prostituirsi. Proteggerle con leggi che ne tutelino la salute significherebbe dare un segnale che lo Stato non si tira indietro di fronte alla realtà, ma cerca di migliorarla con gli strumenti che esso possiede.

 

ALTERNATIVE ALLA RELIGIONE CATTOLICA NEL PERCORSO SCOLASTICO PUBBLICO

Si può definire quasi ridicolo che in uno Stato Laico una delle ore del curriculum scolastico venga dedicata all’insegnamento della religione cattolica. Nonostante si possa scegliere di non partecipare alla suddetta ora, è necessario fornire delle alternative valide e laiche a quella che è manifestamente una prevaricazione dei principi religiosi del Cattolicesimo in un ambiente, come quello scolastico, che dovrebbe farsi portatore primo del principio di laicità dello Stato.

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