CORPOREITA’

Il Padova Pride si impegna nella valorizzazione dei corpi e nel favorire la loro espressione anche tramite una vita sessuale che possa definirsi libera, senza distinzioni di genere, orientamento sessuale, appartenenza religiosa, età (purché maggiorenne), etnia, abilità motorie o cognitive. Vivere nel consenso reciproco e nella consapevolezza di ciò che facciamo sia con il nostro corpo, sia in relazione con quello delle altre persone, consente di prevenire la violenza in ogni sua manifestazione, anche la più invisibile, come il body-shaming o il femme-shaming.

  

SESSUALITÀ LIBERA E PRIVA DI PREGIUDIZI

Tutte e tutti noi siamo in dotazione di un corpo, che possiamo utilizzare anche per socializzare e provare piacere; quest’ultima è una parola troppo spesso censurata e posta in contraddizione con l’attività sessuale finalizzata unicamente alla procreazione. Il senso comune, pervaso da questa morale, ha finito per considerare “normali” alcune pratiche sessuali e “devianti” altre, poiché molto lontane da una modalità più tradizionale di vivere le relazioni, siano esse monogame o più promiscue. Le pratiche così dette kinky (ad esempio il bondage, i giochi di ruolo o di dominazione) sono modi di sperimentare con il proprio corpo, con lo scopo di vivere in modo più intenso l’intimità fra i partner. Convenzionalmente esse si basano sul consenso reciproco e sulla consapevolezza di ciò che viene fatto nella performance, creando un ambiente sicuro e finalizzato a costruire assieme il benessere delle/dei partecipanti.

In un contesto sociale fortemente normato da una concezione della sessualità ancora molto rigida e stereotipata, alimentata da fenomeni come il binarismo di genere, l’eteronormatività e il sessismo, anche le persone asessuali si sentono escluse e giudicate: l’asessualità è un orientamento sessuale spesso confuso con l’omosessualità latente o la castità, perciò è importante essere a conoscenza che alcune persone fisiologicamente non provano attrazione sessuale – o la provano in modo sporadico. L’identità sessuale è una caratteristica di ciascuna/o di noi e come tale non può essere né universalizzata né data per scontata, ma semplicemente compresa grazie al dialogo.

In questa prospettiva riteniamo importante la creazione di spazi e discorsi in grado di valorizzare i corpi e favorire i processi di riappropriazione ed espressione affinché essi possano essere liberi di esistere, muoversi e interagire fra loro.

 

AUTODETERMINAZIONE DELLE PERSONE TRANSGENDER E INTERSESSUALI

È fondamentale arrivare al consenso sull’autodeterminazione delle persone transgender e intersessuali, poiché nel corso del tempo il sesso assegnato alla nascita può non corrispondere all’identità di genere. Chi presenta caratteri sessuali di entrambi i sessi non dovrebbe essere costretto a rientrare negli standard imposti dai modelli medici e chirurgici, ma dovrebbe essere libera/o di decidere del proprio corpo e della propria identità con l’appoggio dello Stato. Per questo, considerando la natura travagliata e dolorosa del percorso che porta alla riassegnazione di genere, i dati anagrafici dovrebbero essere svincolati dalla presenza di interventi chirurgici, anche se la sentenza della Corte di Cassazione n. 15138 del 20.07.2015 ha creato un precedente, stabilendo che nel rispetto del benessere psicofisico della persona essi non sono necessari.

È allo stesso tempo opportuno che si modifichino tutte quelle normative dello Stato italiano che hanno conseguenze discriminatorie sulle persone transgender e transessuali. Ad esempio, una rigida applicazione dell’articolo 85 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza – datato 1931 ma tuttora in vigore – arriva a punire con una contravvenzione chi indossa abbigliamento non conforme al proprio genere anagrafico, equiparando così a un banale “mascheramento” della persona la necessità di adeguare l’aspetto esteriore alla propria identità di genere.

Considerando che l’identità di genere si forma già nei primissimi anni di vita e continua a prodursi durante tutta la sua durata, è importante considerare il fenomeno sempre più presente a livello sociale delle/i minori trans*, della loro autodeterminazione in fase pre-adolescenziale ed è necessario, a partire dalla stessa comunità LGBTI+, iniziare ad affrontare l’argomento in modo tale da non lasciare abbandonata questa realtà.

 

INFORMAZIONE SUL NON-BINARISMO

Oggi i due generi che godono di riconoscimento sociale e giuridico in Italia sono due e corrispondono a quelli di uomo e donna. Il non-binarismo è una prospettiva che vuole superare la tradizionale dicotomia, riconoscendo l’identità di genere come uno spettro continuo, non uno schema fisso. Non c’è ancora alcun riconoscimento a livello istituzionale, per cui si auspica che il non-binarismo sia legittimato, che sia data la possibilità di non esprimere la propria identità di genere o che sia data la possibilità di indicarla in una terza forma neutra.

 

LOTTA ALLA DISCRIMINAZIONE E ALLA VIOLENZA DI GENERE

La violenza di genere, nonostante sia stata riconosciuta come forma di violazione dei diritti umani e di discriminazione, continua ad essere argomento giornaliero di cronaca. É violenza di genere ogni forma di violenza perpetrata in base al sesso. Padova Pride 2018 e la comunità LGBTQI+ si pongono in prima linea contro la discriminazione di qualsiasi tipo: dal cat-calling allo stupro, dallo stalking ai delitti a causa del genere. Che essa sia psicologica, fisica o economica, che sia messa in atto nelle mura domestiche o lungo le strade della città, la prevaricazione violenta causata dalle disparità di potere va contrastata attraverso politiche attive in grado di rendere i problemi dei singoli problemi della comunità, a cominciare da iniziative di supporto alle vittime.

 

DIRITTO ALLA SESSUALITÀ DA PARTE DEL DISABILE

Le persone portatrici di disabilità vengono supportate attraverso finanziamenti pubblici, vengono fornite di nuovi mezzi tecnologici affinché possano partecipare più attivamente alla vita sociale, ma nel Bel Paese viene negato loro un diritto fondamentale: quello alla sessualità. In particolare coloro che riportano casi clinici più complicati sono costrette/i a rapportarsi ogni giorno con l’impossibilità di scoprire se stessi e l’alterità. Per questo è fondamentale riconoscere la figura dell’assistente sessuale, che essa venga introdotta senza dover incorrere alla possibilità di un’accusa penale e che sia garantita per aiutare a completare lo sviluppo psicofisico della persona.

 

BASTA AUTO-SVILIMENTO E DISCRIMINAZIONE ALL’INTERNO DELLA COMUNITÀ LGBT

Soprattutto all’interno della comunità gay, c’è una crescente tendenza a sentirsi costretti a incarnare stereotipi che facciano rientrare nell’eteronormatività. Il maschio gay rappresentato nei media deve necessariamente essere: muscoloso, alto, curato, bianco e macho. Padova Pride 2018 intende contrastare ogni forma di discriminazione o pregiudizio nei confronti di persone che non rientrino nei canoni estetici della società, per corporeità o atteggiamento.

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