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CS Padova Pride 2020  – Sabato 5 settembre torna il Pride a Padova

CS Padova Pride 2020 – Sabato 5 settembre torna il Pride a Padova

Sabato 5 settembre torna il Pride a Padova
La giornata di manifestazione per i diritti LGBTQI+ quest’anno si trasforma in una giornata di ondivisione e uguaglianza. Nel pomeriggio ad “Arcella Bella” e la sera, a partire dalle 17.00 al Pride Village in Fiera a Padova. Una veste inedita e rispettosa delle limitazioni imposte dal Covid 19, senza perdere la gioia di stare insieme e rivendicare i propri diritti.

Documento Politico Padova Pride 2020

Documento Politico Padova Pride 2020

Documento Politico Padova Pride 2020: Ognuno ha diritto di vivere la propria vita in un ambiente sicuro e protetto, un ambiente familiare e sociale che permetta alla persona di esprimersi in tutte le proprie forme.

Volontari Padova Pride 2020

In osservanza delle indicazioni ministeriali e regionali continua la chiusura di tutti gli eventi in vista del Padova Pride 2020 fino a nuove indicazioni.

Cogliamo l'occasione per ribadire le buone prassi

Cogliamo l’occasione per ribadire le buone prassi:
1 Lavarsi spesso le mani con acqua e sapone o con soluzioni a base di alcool e cloro.
2 Evitare il contatto con persone affette da infezioni respiratorie acute.
3 Osservare una distanza personale di un metro, evitare abbracci, strette di mano, ecc.
4 Coprirsi la bocca e il naso se si tossisce e/o starnutisce.
5 Evitare l’uso promiscuo di bottiglie, posate, bicchieri.
6 Non toccarsi gli occhi, la bocca e il naso con le mani.
7 Pulire le superfici con prodotti a base di cloro e alcool.
8 La mascherina va utilizzata solo se si sospetta di essere malati o se si assistono malati.
9 Evitare le occasioni sociali e di affollamento.
10 Il preservativo e la terapia pre-esposizione per HIV (PreP) non forniscono alcuna tutela per il Coronavirus.
Ricordiamo che in caso di febbre alta è meglio telefonare al 112, al 118 o al 1500 ed evitare i reparti di Pronto Soccorso degli Ospedali.

Non ci sono eventi in arrivo al momento.

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Voci fuori dalla storia: Rivoluzione gaia storia di una coscienza collettiva con Porpora Marcasciano

Intervista con Porpora Marcasciano, presidente del MIT,  è stata protagonista attiva degli anni ’70-’80: sono gli anni della rivoluzione sessuale e della nascita in Italia – e nel mondo – dei movimenti LGBTI+. Con lei abbiamo parlato di autocoscienza, liberazione, sessualità e provocazione. Buona visione!

Voci fuori dalla storia: Porci con le Ali Verso una nuova Politica dell'Amore. intervista con Franco Grillini

“Noi dobbiamo proporre una nuova idea familiare basata sulla solidarietà di massa, sull’amicizia amorosa cioè sulla “parentalità affettiva”. Cioè i parenti veri sono quelli a cui vuoi bene, perché tutti sanno che ci sono amici che sono molto più importanti dei parenti di sangue. Allora noi dobbiamo promuovere una parentalità affettiva al di là di quella biologica. E ragazzi più rivoluzionario di così mi dite cosa c’è, dal punto di vista umano?” 

VOCI FUORI DALLA STORIA La geografia della consapevolezza LGBT INTERVISTA CON Yuri Guaiana

Intervista

Yuri Guaiana, segretario nazionale dell’associazione radicale Certi Diritti e Senior Campaign Manager di All Out.  Con lui abbiamo parlato degli anni ’90, dell’attivismo a Como e delle lotte transnazionali, dentro e fuori l’Europa.
“A Como ebbe una eco pazzesca. Perché appunto era la prima volta che si manifestava e che delle persone omossessuali comasche diventavano visibili e, gli articoli sui due giornali locali, costanti, che hanno creato il panico al punto che molti negozi rimasero chiusi perché si pensava che arrivassero i black block.”

VOCI FUORI DALLA STORIA I gay di destra, una patata bollente Intervista con Enrico Oliari

“Guardate fu un gay pride che non vi potete neanche immaginare l’organizzazione. Infervoriti politicamente come eravamo, con Richard Lee che voleva andare a prendere la bandiera dell’Italia. Esattamente a mezzanotte dopo una pizza, decidiamo di passare da piazza san marco per andare al Muro del pianto. Allora lo chiamavamo Muro del pianto perché andavi lì a battere sostanzialmente ma siccome andava sempre in bianco lo chiamavamo “muro del pianto”, che si trova dove c’è la capitaneria, dopo San Marco nella piazzetta sulla destra.”

Abbiamo con noi Enrico Oliari, fondatore di GayLib. Con lui abbiamo parlato di movimento liberale, Pasolini e Venezia P. Buona visione!
Per le persone non udenti e per chi fosse interessat*, trovate il testo completo dell’intervista qui:

Capitoli:

Los Padania: un esperimento gaio 3.18
Le anime LGBT del mondo di centrodestra 7.28
La morte di Pasolini, un punto di svolta 18.24
Venezia Pride: il ‘97 non era come oggi 24.48